24 agosto 2008

SONO ARRIVATI

Scusate la lunga assenza, sono stato fuori per varie ore.
Per dovere di cronaca, puntualizzo un attimo alcune cose anche perché, a momenti, non ci stavo capendo più nulla. E sono caduto nel tranello di dare un'informazione un po' di parte e anche prevenuta. (Eh, giornalismo di scuola italiana, che ci volete fare...).

Alla fine le due navi pacifiste Free Gaza e Liberty sono arrivate a Gaza, sane e salve, ed è questa la cosa più importante. Sono state accolte dai palestinesi festanti e dalle autorità come da programma e staranno nella Striscia per una decina di giorni.

Il governo d'Israele ha concesso loro di entrare e infatti nessun ostacolo è stato posto e nessuno ha torto un capello agli equipaggi. Le minacce dei giorni scorsi si sono dimostrate false
e i pericoli di sabotaggio inconsistenti.

Quello che sembrava un sabotaggio agli strumenti di bordo -di cui però al momento non ci sono prove- forse (e sottolineo il forse) è stata solo la poca esperienza degli equipaggi, da loro stessi sottolineata in un comunicato ufficiale. E anche, forse, un'avaria che si era presentata prima della partenza da Cipro e che aveva anche ritardato la partenza. (queste sono notizie che si trovano nel sito ufficiale della missione).

Gli spari di cui si parlava in un articolo del primo pomeriggio di Ma'an News non sono stati contro la popolazione civile né contro i giornalisti come sembrava. Ammesso che ci siano stati, sembra che fossero solo dei "colpi di avvertimento". Nessuno è stato ferito e niente danneggiato. Però finora non ho trovato molto a riguardo (il sito ufficiale, ad esempio, non ne parla).

Per cui, facendo un'analisi molto sprovveduta e superficiale, la missione Free Gaza sembra essersi trasformata in una vittoria politica di Israele. Che ha saputo approfittare abilmente dell'attenzione dei media per dimostrare al mondo di non essere affatto il mostro cattivo che tutti dicono. Di sicuro, Israele non è un paese stupido e l'ha dimostrato ancora una volta.

Un'altra lettura possibile è quella del blog http://frammentivocalimo.blogspot.com (che continuo a suggerire di leggere!) che non mi sembra affatto un'idea sballata. Ovvero (ma questo lo dico io) che bene o male tutti speravano e quasi si auguravano un intervento armato di Israele, che invece non c'è stato. Chi ci ha perso, quinid, sono i leader palestinesi (e arabi in generale). Pieni della loro retorica, preferiscono continuare ad affamare e tenere prigionieri i loro popoli perchè semplicemente è più conveniente ai loro piani politici e alle loro tasche. D'altronde, finché ci saranno problemi in Palestina continueranno a arrivare soldi per ingrassare gli ingranaggi della corruzione. Al master a Pavia ce l'avevano detto che il classico esempio di un paese in cui la cooperazione internazionale non funziona (e, anzi, è nociva) è proprio la Palestina: qui arriva una marea di soldi, ma la situazione continua a peggiorare.
D'altronde, proprio a Gaza ci sono un sacco di famiglie ricchissime che dal blocco ci stanno guadagnando un sacco. Una di queste, ad esempio, sarebbe la famosa famiglia Hillis che è stata attaccata dalla polizia di Hamas e i cui affiliati sono poi scappati in mutande in Israele sotto i riflettori inernazionali.

Finchè ci sono questi avvoltoi maledetti, non ci sarà mai pace per la povera gente.

(A tal proposito, un amico palestinese di Betlemme mi ha detto che secondo lui la Seconda Intifada è stata tutta organizzata in precedenza, d'accordo fra le alte sfere palestinesi e quelle Israeliane. Voce di corridoio? leggenda metropolitana? Forse. Se fosse vero, non mi stupirebbe: ormai non mi stupisco più di nulla qui).


Ora, spero solo che la rottura simbolica dell'assedio possa aprire la via ad un processo di apertura della Striscia di Gaza. La mia paura, però, è che questo sia stato solo un contentino per far star buoni i pacifisti (in fin dei conti hanno ottenuto quello che volevano), mentre il blocco continuerà.

Vedremo nei prossimi giorni, settimane, mesi.

Intanto, però, se tutto è andato bene c'è da ringraziare anche la buona volontà di Israele. Che fosse disinteressata o meno è un'altra questione.

Concludendo, dico che il messaggio della missione Free Gaza è quello che deve passare. Cioè:

What we’ve done shows that people can do what governments should have done

(ciò che abbiamo fatto dimostra che la gente può fare ciò che i governi avrebbero dovuto fare).

E credo non si rivolgessero solo a Israele bensì anche ai leader corrotti dell' ANP...


mmmm... ogni giorno che passa lascio un pezzetto di speranza lungo la strada. E politicamente divento sempre più anarchico e libertario (ma forse per ripicca o disperazione). Oppure crollo nella più profonda apatia...

No, non mi farò saltare in aria, al limite mi do all'alcolismo. Ah, no, quello non sarebbe una novità. Beh, allora affogherò in una vasca dell'inimitabile gelato di Stefano, pasticcere campione del mondo e vanto di Maserada sul Piave...
GOVERNI BASTARDI!

2 commenti:

arial ha detto...

1 non penso che sia una vittoria di Israele, nel senso che non avrebbe potuto fare diversamente,ma questo lo penso io: l'assedio è fallito strategicamente e politicamente: quindi sminare gaza è indispensabile , solo che sotto elezioni e con uno spostamento a destra dell'elettorato non si può dire. Agli occhi del mondo arabo ( e anche occidentale) hanno vinto gli attivisti, qualunque cosa possa dire Israele
2
la corruzione esiste, ma i blocchi e l'occupazione impediscono lo sviluppo dell'economia(vedi il sito ebrei contro l'occupazione: un'ottima analisi

3
i paesi arabi sono scocciati, ma si vedrà, perchè adesso come fanno a giustificare il non intervento a gaza dinanzi alla loro opinione pubblica visto che l'assedio è stato rotto da stranieri? il simbolo è a volte più importante del fatto

4
Non è un segreto che Hamas è stato finanziato da israele, all'origine, per bloccare il movimento nazionalista e laicco palestinese.

5 ti ringrazio per la cortesia verso di me, ma il mio blog non ha nulla di speciale e così il mio pensiero. Ciao

PS: sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i palestinesi dello sbarco

Buon lavoro

Marte ha detto...

Israele ha semplicemente dovuto fare buon viso a cattivo gioco.
Ha prima impedito in vari modi che le due imbarcazioni arrivassero alle coste di Gaza, ma non riuscendo nell'opera di dissuasione che altro avrebbe potuto fare se non dare l'autorizzazione allo sbarco?
Inviare navi da guerra contro due imbarcazioni di legno non avrebbe certo giovato alla sua credibilità di stato "democratico"

E' forte il valore simbolico e politico dello sbarco a Gaza, vedremo cosa succederà nei prossimi giorni.