Mentre leggete queste righe, probabilmente sarò già ad Amman in giro a spassarmela e a fare il turista occidentale. Esattamente l'opposto di ciò che ho fatto ieri...
Ovvero: dormire, pulire casa, preparare la borsa, cazzeggiare un po' su internet e cercare di far funzionare sto cavolo di laptop la cui scheda video mi sta facendo andare fuori dai gangheri (è una stramaledetta ATI mobility radeon X1600 che improvvisamente fa impazzire il monitor che, invece di mostrarmi immagini, lettere e quant'altro, spara solo righe pulsanti e bande colorate intermittenti. Ci ho messo 3 ore oggi per farlo funzionare... Non è che qualcuno sa dirmi se è possibile sostituirla? il paese qui accanto è piuttosto avanzato in fatto di tecnologia, che sia il caso di andare a curiosare?).
Beh, se fossi andato in giro in questo primo giorno di fine Ramadan, avrei visto una scena non proprio soddisfacente. Me l'ha raccontata Mahira. In pratica, Betlemme è rimasta quasi spopolata di adulti e per le strade si sono riversati solo bambini, decine di bambini. Bello?
Aspetta... Decine di bambini che giocavano per le strade armati di pistole e fucili giocattolo. Nulla di diverso da quelle con cui giocano i bambini italiani o i bambini di tutto il mondo o quasi? No, tutto di diverso: perchè sembravano proprio vere! Repliche fedeli di quelle stesse armi che usano i soldati o i miliziani. Le avevo notate in abbondanza i giorni scorsi al mercato: decine di bancarelle che esponevano in bella vista delle perfette riproduzioni di fucili ak-47 (i famosi Kalashnikov), pistole, mitragliette o fucili a pompa. Molte erano ad aria compressa e sparavano pallini (solo quelle si distinguevano un po' meglio). Addirittura c'era qualche imbecille che le provava sparando alle luci o ai faretti ai lati delle strade...
Due mesi fa avevo visto alcuni bambini giocare alla guerriglia di notte. Ed è stato brutto. Perchè le armi, ancora una volta, sembravano verissime. E i bambini giocavano col passamontagna calato sul volto...
Questa cosa delle armi giocattolo mi ha fatto proprio male. Non solo per i ragazzini, quanto per i loro genitori. Incoscienti e stupidi. Ora capisco quelle notizie di bambini palestinesi uccisi ai checkpoint da soldati che scambiavano le armi-giocattolo per armi vere. E capisco i soldati: non li giustifico di certo ma si tratta di giovani soldati di leva sottoposti ad enormi pressioni...
Una volta, anni fa, un mio capo-scout sbottò: "Qui non si tratta di educare i ragazzi, qui si tratta di educare i genitori". Sante parole che ho condiviso decine di volte... (non per i miei, eh!)
Ritorno su un post precedente. L'unica soluzione è... Educazione, istruzione. E incrementare e potenziare programmi come il "Young Negotiators Program" del CCRR, che cerca di insegnare ai ragazzini a risolvere i propri conflitti in maniera pacifica e a vivere secondo i princìpi della nonviolenza...
01 ottobre 2008
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